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sabato, 10 marzo 2007



Quando la colf è il Papa

“Se la chiesa è l’avanguardia progressista”, così avrei voluto intitolare questo post se non fosse stato per il fatto che il termine progressista, con il suo contrario reazionario, mi provochi un senso di fastidio profondo. Sarà per le stupidaggini che si sono incrostate sulla loro pelle nel corso degli ultimi due secoli. Povere parole sommerse dalle idiozie che le ideologie hanno sistematicamente elaborato! Ho profondo rispetto per le parole perché amo colui che è la Parola incarnata e vivente, Cristo nostro Redentore, e quando vedo le sue “figlie” così bistrattate me ne dispiaccio.
Ma veniamo al punto. L’opera di Benedetto XVI è immensa. Nei secoli a venire sarà ricordata a lungo, perché essa garantirà ancora lunga vita alla chiesa. E’ come quando in una casa in disordine si fa pulizia. Ogni oggetto viene rimesso al suo posto e tranne che per alcuni che dimostrano oramai di essere datati e finiscono nella pattumiera, gli altri continueranno a sopravvivere vivificati da una nuova luce. Certo l’operazione non è indolore ma va ricordato che il primo a farne le spese è colui che decide di avviare l’operazione. Per prima cosa è costretto a dismettere gli abiti della festa per indossare quelli dell’operaio, poi deve munirsi degli attrezzi e di tanta pazienza. Respirerà tanta polvere e gli acari banchetteranno sulla sua epidermide. Oggigiorno siamo poco abituati a fare le pulizie. Abbiamo delegato questo compito agli stranieri che giungono nel nostro paese e noi viviamo di rendita indossando i panni dei guastatori e confidando nella bontà mai sufficientemente retribuita di chi fa le pulizie all’interno della nostra casa. Così è per la fede, ci sono cattolici che si divertono ancora a sperperare il patrimonio accumulato nel corso dei secoli, indossando i panni dei modernisti e progressisti e dando luogo a perniciose contaminazioni e sozzure. Non vogliono più assumersi la responsabilità delle pulizie, di rimettere ogni cosa al suo posto. Oramai nel porcile che hanno creato ci si sentono a loro agio.
Ma succede che lo Spirito Santo abbia deciso di mettere sulla cattedra che fu di Pietro, un uomo che ha la vocazione della colf e non teme di sporcarsi le mani. Ebbene quest’uomo ha deciso di andare a fondo con le pulizie, non usa il piumino danzando in punta di piedi sul Brindiamo della Traviata, toccando con leggerezza qui e lì qualche oggetto impolverato. Lui prima sposta i mobili, li mette alla luce del sole perché si ricordino di essere stato un giorno legno e riacquistino vigore, svuota le stanze, imbianca nuovamente i muri e poi una volta asciutta la vernice rimette ogni cosa al posto che gli compete. Tanto che alla fine la sua più che una pulizia è una vera e propria ristrutturazione. E il tutto a prezzo zero, gratuitamente.
Preghiamo per lui, sosteniamolo nelle sue battaglie, schieriamoci al suo fianco nella difesa della famiglia. Chi di voi è così folle da lasciare che la propria casa venga sommersa dalla sporcizia e dai cattivi odori? Questo è il vero senso della restaurazione, scansare le tende e aprire le finestre per fare entrare la luce del sole. E’ così che Anna, la ragazza polacca che viene a casa ad aiutarci, inizia il suo lavoro. Potrei dire di lei che non è progressista solamente perché cerca di rimettere ogni volta in ordine il caos della mia scrivania?

Alberico


Postato da Adan alle 21:11 in papa, cattolici e politica
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